LA SINDROME DEL GOLFO ADRIATICO

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È brutto avere la guerra in casa perché di guerra si tratta.

Non giochiamo con le parole, ma diciamolo chiaramente si muore di guerra quando si muore a causa dell’uso delle armi.

Si iniziano a sgranare lentamente i grani del rosario dei nomi dei soldati italiani che muoiono di cancro o di leucemia o di altre patologie legate all’esposizione alle radiazioni dell’uranio esaurito usato nella fabbricazione dei proiettili da parte degli Statunitensi.

I nostri bravi soldatini, animati da “spirito umanitario” hanno fatto la guerra insieme ad altri soldatini e, a distanza di tempo, si accorgono che in guerra si muore!

Poverini! Ma come non è la guerra una cosa virtuale? Non è un film?

Cari ragazzi, passati ormai sull’altra sponda (come direbbe Fabrizio De Andrè), pensavate che la bua fosse solo per quelli che si trovavano sui vostri mirini.

Il cancro vi ha portati via e basterà attendere perché i casi diventino migliaia.

Se foste stati meno avventati, più attenti, se vi foste interessati di quello che è successo a migliaia di soldati statunitensi e inglesi reduci dalla guerra contro l’Iraq (guerra del golfo) sicuramente continuereste a vivere accanto ai vostri cari.

Ma questo dimostra che anche di ignoranza e menefreghismo si muore!

Alle famiglie dei soldati che vogliono sapere, consiglio di interessarsi di come sono finiti i casi analoghi negli Stati Uniti: soldati ai quali erano stati amputati arti a causa del cancro, le autorità militari hanno risposto che soffrivano di disturbi nervosi!